martedì 4 dicembre 2007

Io e lui.

Io e lui.
Io sono io. E lui , chi è mai?
Nessun rapporto con il lui che Moravia ha posto al centro di uno dei suoi ultimi romanzi.
Neppure la più lontana parentela.
E’ un lui che da qualche anno mi sta accanto assiduamente, ma anche molto discretamente, tanto che non sono ancora riuscito a visualizzare i tratti del suo volto, anche se mi capita di immaginarlo come un distinto signore, capace di dissimulare molto bene i suoi pensieri.
Qualcuno mi potrebbe chiedere: “Ma ti sarai fatto almeno un’idea della sua indole e delle sue intenzioni”.
Senza dubbio. La mia ormai lunga frequentazione mi permette perfino di definire certi suoi stati d’animo e di parlare di certe sue piccole manie. Diciamo pure: degli hobby di cui si compiace.
Se uno mi chiede: “Come stai?”, rispondo citando alcuni versi di Ungaretti, gli stessi di cui si è servito recentemente Enzo Biagi (in questo mi ha copiato!) .
Direi: “Si sta / come d’autunno / sugli alberi / le foglie”.
Ma se uno mi chiedesse: “Come sta?”, allora la mia risposta è più immediata e meno allusiva.
Mi capita di rispondere: “Sta bene (lui). Lo trovo in piena forma. Da quando lo conosco non ha mai avuto un momento di crisi”.
E prolungando il discorso avrei voglia di offrire altre informazioni su questo strano personaggio.
A volte, dietro le sembianze di perfetto gentleman inglese, si nasconde un tipo piuttosto dispettoso e burlone.
“Come a dire?”
Succede infatti che, mentre sto parlando, lui si diverte a distrarmi, a scompigliare i miei pensieri, a incepparmi le parole.
E quando sto camminando tranquillamente, senza sospettare alcun inconveniente, tenta perfino, con qualche sgambetto improvviso, di farmi ruzzolare per terra.
Su queste mie avventure-disavventure mi sono permesso una confidenza anche a Bose, la domenica di ottobre in cui io e don Angelo Casati fummo accolti con grande simpatia dalla comunità e da una folla di amici.
Quando toccò a me prendere la parola, portato dall’onda dei ricordi (voleva essere una chiacchierata a ruota libera) mi rivolsi a don Angelo con queste parole:
"Quanti ricordi, don Angelo, legati a quegli anni della nostra giovinezza vissuti a volte anche pericolosamente, con una punta di follia, come quando guidavi il tuo Guzzino sollevando tutte e due le mani dal manubrio e io dietro, sul sellino posteriore, supplicavo: Guarda che sono in peccato mortale!”.
La stessa invocazione, con le stesse parole, la rivolgo ora a un certo signore (mi pare, ma non so bene, che si chiami Parkinson) che mi sta guidando lungo tornanti in discesa (e io odio la legge di gravità) e che mi fa temere quello che un proverbio famoso ci raccomanda di evitare:
Bacco tabacco e femore, riducono l’uomo in cenere.
Certo qualche precauzione me la prendo contro le iniziative troppo dispettose del mio inseparabile compagno di viaggio.
Per certi percorsi ho adottato il bastone da passeggio che amo chiamare “il mio badante muto”.
A questo proposito mi ha rallegrato sapere che il piccolo Matteo, il nipotino che a me è particolarmente caro per la sua germinale fede interista, in questi giorni si è rifiutato di disegnare un pastore per il presepio perché – ha detto – “manca lo zio con il suo bastone”.
Mi chiedo dove mai mi potrà condurre questa avventura a due, segnata da un indissolubile vincolo di fedeltà.Forse con la sorte prefigurata nel proverbio citato, ma in questo caso mi auguro di avere la prontezza di ricordare le parole che in una favola famosa avrebbe pronunciato una tartaruga, dopo che si è vista rovesciata in un fosso (le riporto nella versione dialettale dell’amico Luigi Santucci):
" Stanott, voltada inscì, hoo faa ‘na scoperta:
mai hoo vist on spettacol insscì bell.
Adess, che ghe sia el ciel son propri certa:
finalment, finalment che vedi i stell…”.

2 commenti:

  1. E' stupefacente il modo in cui riesci a parlare di queste cose... Complimenti per lo spirito!

    RispondiElimina
  2. Grazie don Luigi, per descriverci la bellezza dell'amicizia anche nei suoi aspetti piu' impensati.

    Piccola nota personale: dopo il piccolo Matteo, chissa' se riuscirai a convertire alla fede interista anche la nipotina Cristina!!!

    RispondiElimina